Esiste un posto, dove la natura ha fatto un miracolo...IL CARSO!

Tre sono le cose che caratterizzino il Carso, il TERRANO, IL PROSCIUTTO E LA BORA...ma il Carso e' molto di piu'.

Già una passeggiata nel misterioso mondo sotterraneo delle numerose grotte carsiche è di per sé un'esperienza straordinaria. I tesori naturali e il patrimonio culturale si possono invece conoscere durante le passeggiate per le lande carsiche, tra le numerose doline e le pozze abbandonate e gli alberi curvati dalla bora. Sentieri secondari di campagna vi condurranno ad abitati e case di pietra ben conservate, nonché tra la gente del luogo, che già dalla società primordiale crea e dà forma alla vita in questa parte del mondo. La visita del Carso è un'esperienza unica in ogni stagione dell'anno: in autunno l'altopiano carsico è nel massimo della sua bellezza, poiché si infiamma del rosso fuoco degli scotani e delle foglie colorate delle viti, che danno al paesaggio un fascino particolare. 

 

1. Caratteristiche

Il «Carso Classico» è un vasto altopiano in rocce carbonatiche che si estende fra l'Italia nord-orientale e la Slovenia, fra la sinistra del fiume Isonzo e il dolfo di Trieste e verso est fino a Postumia (Postojna) ed a San Canziano (Škocjan). Il Carso occidentale, e precisamente il Carso di Doberdò, e il Carso di Trieste si trovano in Italia, mentre il Carso centro-settentrionale e quello orientale si trovano in Slovenia.

Il termine Carso (Kras in sloveno e Karst in tedesco) deriva dalla parola Carsa (Karra o Garra) di origine preindoeuropea, che significa roccia,pietra. Infatti la grande protagonista del paesaggio carsico e' proprio la pietra.

Il paesaggio carsico e' caratterizzato da un gran numero di doline, grotte, sentieri scavati tra le pietre modellate dal vento e dalla pioggia e falesie che si gettano in verticale nelle acque del Mare Adriatico, rappresenta una meta imperdibile per gli appassionati di natura allo stato puro.

L'altopiano carsico ha una grande importanza naturalistica, sia per la sua particolare geologia che per la flora e la fauna che lo caratterizzano.
La particolare posizione geografica, proprio nella zona di passaggio fra il clima atlantico e quello continentale, crea microclimi che arricchiscono la flora nelle sue specie e ne diversificano il paesaggio: l'asperità di roccia e pietra, elementi prevalenti del Carso, contrasta con la vitalità della vegetazione autoctona e della fauna, creando un contrasto visivo straordinariamente unico e affascinante.

Il Carso è un altopiano ben articolato che, a differenza delle aree con una morfologia di tipo «normale», non presenta un reticolo di valli fluviali, ma è movimentato da numerose depressioni chiuse di forma circolare: le «doline». La superficie dell'altopiano digrada da SE a NO, cioè fra l'inghiottitoio del fiume Reka (le grotte di San Canziano, in sloveno Škocjanske jame), le risorgenze di San Giovanni di Duino ed il lago di Doberdò. Dal punto di vista strutturale il Carso Classico fa parte di un'unità geologica definita Komen Plate ''Piattaforma di Comeno'' (Placer, 1981) caratterizzata da un'ampia anticlinale debolmente asimmetrica, ad asse NO-SE, complicata da una serie di pieghe secondarie e da alcune faglie, le principali delle quali sono orientate parallelamente alla struttura maggiore e ne dislocano i fianchi a formare modesti graben e horst sub paralleli'altopiano carsico corrisponde ad una superficie di spianamento, che tronca la serie di rocce ripiegate. Il Carso triestino è parte del fianco meridionale dell'anticlinale, caratterizzato da movimenti disgiuntivi che portano il massiccio carbonatico a sovra scorrere sul flysch verso SO. Il Carso di Doberdò rappresenta la terminazione occidentale dell'anticlinale, il cui asse passa al centro dell’altopiano, si immerge verso la pianura goriziana ed è in parte dislocato dal graben, nella cui depressione affiorano le acque di falda carsiche dando luogo al lago omonimo. La terminazione occidentale del Carso ha forme varie e complesse, condizionate dalla tettonica e dal modellamento carsico: La baia di Sistiana a SE, nella quale è evidente l'influenza di alcune strutture del tipo faglia, e la falesia di Duino, che è invece influenzata dalla giacitura subverticale degli strati. Più a nord spicca l'area di scarpata dal rilievo mosso, al cui piede sgorgano le risorgive di San Giovanni al Timavo e, quindi, la piana alluvionale di Monfalcone con il delta del fiume Isonzo. Poco più all'interno, a settentrione, si notano la dorsale monte Ermada - monte Cocco, posta trasversalmente all’altopiano, e la depressione ricca di doline di Iamiano e Brestovizza (Brestovica), un antico polje sviluppatosi nella parte terminale di una valle cieca impostata lungo una linea di faglia che rialza l'altopiano a dossi e doline di Opacchiasella (Opatje selo). Al centro del settore occidentale, a Nord di Monfalcone, i laghi di Selz, di Pietrarossa e di Doberdò evidenziano i fondi di depressioni di tipo polje, influenzati da strutture tettoniche. Al centro, sinuoso ed allungato in direzione circa N-S, il cosiddetto «Solco del Vallone», secondo alcuni un segmento di paleo valle morta del fiume Isonzo, secondo altri una coalescenza fra più depressioni di tipo poljeLe «doline», vale a dire le forme superficiali più tipiche del Carso, sono depressioni sub circolari la cui forma dipende da numerosi fattori: litologia, suddivisione della massa rocciosa e suo assetto strutturale, entità e tipi di riempimento, ma specialmente meccanismo genetico. Le più frequenti sono le «doline di dissoluzione», forme ad imbuto che derivano dalla dissoluzione accelerata conseguente all'attività drenante centripeta di inghiottitoi localizzati. Meno frequenti le «doline di crollo», forme a pareti sub verticali, che si sono formate in seguito al crollo, per instabilità geomeccanica, di porzioni della volta di caverne o di gallerie sotterranee. Non rare le «doline di intersezione», che si formano alla messa a giorno di una cavità in seguito al progressivo abbassamento per dissoluzione della superficie topografica. (www.igmi.org/pubblicazioni/atlante_tipi.../carsismo.pdf

2. Rocce carsiche e dissoluzione della roccia:‎

Le acque meteoriche e le acque correnti svolgono un’azione di dissoluzione di rocce solubili, quali i le evaporati ( anidrite, gesso, salgemma) e le rocce carbonatiche ( composte da carbonato di calcio e di magnesio). A volte la dissoluzione dei calcari presenta proporzioni imponenti, al punto da diventare un fenomeno: Il fenomeno carsico. Il carbonato di calcio delle rocce calcaree, è praticamente insolubile in acqua, ma diventa solubile se entra in contatto con acque ricche di diossido di carbonio derivante dall’atmosfera o dalla decomposizione al suolo delle sostanze organiche. In tal caso infatti avviene una reazione chimica che porta alla trasformazione del carbonato di calcio insolubile in bicarbonato di calcio che è solubile quindi può venire asportato in soluzione dalle acque superficiali e sotterranee. Questo processo chimico innesca l'azione erosiva carsica. L’azione solvente dell’acqua allarga sempre di più le fratture delle masse calcaree, attraverso le quali si infiltra l’acqua che va a scavare in profondità. Si ha così la quasi totale scomparsa di una rete idrica superficiale e la formazione di una rete idrica sotterranea. Il paesaggio che ne risulta e' desolato e arido:le rocce calcaree sono fratturate e incise dalle acque. (www.itczanon.it/public/.../IL%20CARSISMO.pdf)

Il fenomeno carsico (che si manifesta principalmente nei calcari e nelle dolomie) comprende quell’insieme di manifestazioni superficiali e sotterranee che imprimono una morfologia particolare al terreno, caratterizzata da assenza o quasi di corsi d’acqua, valloni asciutti e percorsi solo temporaneamente dalle acque, canaletti, inghiottitoi, pozzi e caverne.

3. Carsismo

Con il termine di carsismo si indica l'attività chimica dell'acqua su rocce calcaree e gessose a opera di precipitazioni rese leggermente acide dall'anidride carbonica presente. Le cause di questi complessi fenomeni sono essenzialmente:

  • la fessurazione della roccia (giunti di stratificazione, diaclasi, faglie), che si spinge in profondità;
  • la dissoluzione delle rocce carbonatiche (corrosione);

 La dissoluzione carsica determina diverse morfologie epigee (di superficie), raggruppabili a grandi linee in due categorie:

  • di tipo macrocarsico (rappresentate da Forre, Solchi di erosione, Doline)
  • di tipo microcarsico su rocce affioranti (rappresentate da Campi solcati, Vaschette di corrosione, Fori di dissoluzione).

Come già detto, la circolazione idrica nelle rocce carsificabili è resa possibile dall’intensa fessurazione della massa calcarea, tuttavia, affinché l’acqua possa scorrere, è necessaria la presenza di un dislivello che permette di innescare una circolazione tra una quota più elevata (chiamata zona di assorbimento) ed una zona più bassa 

dove le acque fuoriescono (chiamata zona di risorgenza). Tutta la zona compresa fra queste due quote rappresenta il tragitto sotterraneo ed è chiamata zona di scorrimento. L’acqua che penetra attraverso le fessure, percola verso il basso soggetta alla forza di gravità, fino all’incontro con rocce impermeabili che le impediscono un’ulteriore approfondimento. Nella zona profonda del massiccio calcareo, si verrà così ad accumulare dell’acqua fino a completa inibizione di tutte le fessure. Questa zona profonda invasa dalle acque è la falda freatica

(http://geografiafaidate.blogspot.com/p/fun-facs-sulla-geografia.html)

4. Vegetazione e uso del suolo

L’altopiano carsico è un territorio caratterizzato da tipi di vegetazione a gravitazione illirica supramediterranea. La storia biogeografica e le caratteristiche ecologiche fanno sì che esso sia dominato da boschi termofili a caducifoglia, accompagnati in particolari condizioni edafiche o topoclimatiche da boschi mesofili di caducifoglia o da boschi termofili di sclerofille (Poldini, 1989). Questo paesaggio vegetale originario è stato profondamente modificato da un’intensa e prolungata azione dell’uomo che ha trasformato la maggior parte dei boschi in vasti pascoli e negli ultimi anni in vaste aree urbane e produttive.

La caratterizzazione ecologica determina la composizione delle specie legnose (roverella – Quercus pubescensorniello – Fraxinus ornus, carpino nero – Ostrya carpinifoliarovere – Quercus petraeacarpino bianco – Carpinus betulus) che crescono anche in altri contesti territoriali, come ad esempio nel sistema prealpino (Poldini, 1989; Del Favero, 1998). Gli aspetti biogeografici, testimoniati da un ampio contingente di specie illiriche (alcune delle quali non superano il limite del fiume Isonzo), forniscono un’impronta particolare a tutta la vegetazione carsica e la rendono unica nell’ambito dell’intero contesto nazionale.

L’associazione più diffusa è l’ostrio-querceto (Ostryo-Quercetum pubescentis) che si sviluppa su suoli poco evoluti e rappresenta la vegetazione potenziale di quasi tutto l’altipiano carsico. Le specie dominanti (roverella, orniello e carpino nero) si mescolano e possono diventare via via dominanti (o esclusive). Un’importante caratteristica di questi boschi luminosi e piuttosto aperti è lo sviluppo di uno strato erbaceo molto compatto e dominato da Sesleria autumnalis. A livello territoriale si tratta di un complesso disomogeneo, costituito da numerosi stadi evolutivi di ricostituzione del bosco sulle superfici occupate un tempo da pascoli. In vaste porzioni di territorio carsico sono proprio gli arbusti ad essere dominanti (scotano o sommaco – Cotynus coggygria e ginepro –Juniperus communis) (Poldini e Vidali, 1995; Poldini et al., 2002). In alcuni versanti ad esposizione settentrionale sono presenti delle forme di bosco impoverite in cui lo strato arboreo è costituito solamente da ceppaie di carpino nero. Accanto all’ostrio-querceto sono presenti altri boschi che, pure limitati a particolari condizioni edafiche (azonali) o topoclimatiche (extrazonali), rivestono una notevole importanza ecologica. Essi sono il bosco a rovere (Seslerio-Quercetum petraeae) che predilige le terre rosse, il bosco a carpino bianco (Asaro-Carpinetum betuli) che si sviluppa nel fondo delle doline più profonde, grazie all’inversione termica presente, e la lecceta mista a latifoglie (Orno-Quercetum ilicis) che riesce a svilupparsi sulle falesie costiere dove invece il topoclima è più favorevole. Accanto a questi boschi di origine naturale, il paesaggio carsico è segnato da vasti impianti di pino nero (Pinus nigra var. austriaca) che da più di un secolo sono stati introdotti per facilitare l’imboschimento delle lande e delle grize. A seconda dell’età e delle condizioni stazionali queste pinete artificiali oggi si presentano come stadi duraturi o in evoluzione dove le latifoglie tipiche dei boschi carsici si sviluppano sotto la copertura degli alti pini.

La presenza dell’uomo sull’altopiano carsico ha da tempi immemori condizionato la copertura vegetale: attraverso il taglio del bosco originario è stato conquistato spazio per il pascolo e per piccole colture. Questi pascoli, destinati ad ovini e caprini, costituiscono la cosiddetta “landa” (Centaureo-Chrysopogonetum più termofila e Carici humilis – Centauretum rupestris più mesofila) che è ricchissima di specie a gravitazione orientale (Poldini, 1989; Feoli Chiapella e Poldini, 1993; Poldini e Kaligaric, 1997). L’abbandono del tradizionale utilizzo del territorio ha portato oggi ad imponenti fenomeni secondari di incespugliamento che progressivamente riconducono alla formazione dell’ostrio-querceto. Accanto ai pascoli xerici e magri sono presenti i caratteristici prati-pascoli (Danthonio-Scorzoneretum) dei suoli più evoluti (terre rosse e fondi di doline) e in alcuni casi anche dei prati stabili piuttosto xerici (Anthoxantho-Brometum) (Poldini e Oriolo, 1994). Le modifiche indotte da un utilizzo tradizionale del Carso includono anche le differenti colture agrarie erbacee e legnose, ridotte spesso a piccoli appezzamenti nei pressi dei paesi carsici, con uno sviluppo crescente della viticoltura di pregio. Spesso sistemi tradizionali di gestione permettono ancora la permanenza di una caratteristica flora accompagnatrice.

Accanto alla principale serie landa/incespugliamento/ostrio-querceto vi sono dei sistemi particolari che arricchiscono questo territorio di numerose specie. Particolare, e di notevole importanza naturalistica, è il sistema Lago di Doberdò - Lago di Pietrarossa - Palude di Sablici. Questi laghi rappresentano un’isola di igrofilia nell’ambito di un contesto territoriale xerico. Vi si trovano tipi di vegetazione acquatici (Potametea), canneti (Phragmitetum vulgaris) e cariceti (Leucojo-Caricetum elatae), cespuglieti a salice cinerino (Salicetum cinereae) e alcuni boschi di umidità dominati dal pioppo nero (Populus nigra) e dal salice bianco (Salix alba) o, in alcuni casi particolari, dal frassino ossifillo (Fraxinus angustifolia) (Poldini, 1989; Poldini, 1996; Pedrotti e Gafta, 1996; Sburlino et al., 2004).

Anche se fisicamente disgiunti, sono da riferirsi a questo contenitore il M. di Medea, che sul versante meridionale presenta un mosaico di landa ed incespugliamento ed il versante del M. Sabotino, in cui si integrano aspetti carsici con aspetti prealpini.

L’utilizzo agricolo è limitato in gran parte del contenitore dalla scarsa profondità dei suoli; gli appezzamenti messi a coltura coincidono spesso con le zone limitrofe ai centri abitati e con i fondi delle doline più estese. Altro fattore limitante per l’uso agricolo del suolo è l’assenza di un’idrografia superficiale, associata peraltro ad un elevato drenaggio del substrato roccioso. La coltivazione più diffusa è la vite, in particolare nella parte medio-settentrionale dell’altopiano; coltivazioni di ortaggi ed alberi da frutto sono finalizzate per lo più all’autoconsumo. (http://www.ersa.fvg.it/tematiche/suoli-e-carte-derivate/i-suoli-del-friuli-venezia-giulia/livello-di-riconoscimento-1-500.000/GO/e)

5. Popolazione ed economia

Data l'impossibilità di praticare l'agricoltura – salvo che sul fondo delle maggiori doline, dove le acque depositano uno strato di fertile “terra rossa” – la popolazione del Carso (costituita da croati e sloveni, questi ultimi anche nel Carso italiano) è sempre stata scarsa; grazie al miglioramento delle comunicazioni, oggi molti abitanti trovano lavoro nei maggiori centri limitrofi alla regione, come MonfalconeTriesteKoper (Capodistria) e Rijeka (Fiume). Merita comunque una segnalazione la produzione del tipico vino sloveno noto in Italia come Terrano; un particolare itinerario a lui dedicato nel Carso Triestino offre l'occasione per ammirare le caratteristiche case rurali carsiche. (http://www.sapere.it/enciclopedia/Carso.html)

6. Turismo

Nella zona del Carso propriamente detto, nella regione di solito denominata Notranjska, si trovano le più famose grotte carsiche della Slovenia: le Grotte di Postumia (Postojnska jama), considerate le piu visitate grotte d'Europale Grotte di San Canziano (Skocjanske jame), iscritte nella lista del patrimonio naturale mondiale dell'UNESCO, la Križna jama con laghi sotterranei, la prima grotta aperta per le visite turistiche, Vilenica presso Lokev, le grotte unite al sistema delle Grotte di Postumia: Abisso della Pivka, Grotta Nera, Cavernone di Planina, Grotta di Otok, Grotta sotto il castello di Predjama e tante altre. Il carattere carsico viene simboleggiato anche dal lago intermittente Cerkniško jezero che nei periodi di piena rappresenta il maggiore lago naturale della Slovenia. Ha un carattere carsico anche l'insolito Divje jezero presso Idrija, le cui acque sorgono in una galleria sotterranea di profondità estreme, finora inesplorate. La vita misteriosa dei fiumi carsici si può esplorare inoltre nel parco regionale Rakov Škocjan. Nella dolina carsica con ponti naturali di pietra sopra il fiumiciattolo e stato attrezzato il sentiero didattico naturalistico. Numerosi fenomeni carsici sono caratteristici inoltre della zona dell'altopiano carsico dello Snežnik. Oltre alle bellezze naturali, da non perdere, e' la visita alle scuderie di Lipica, culla dei famosi cavalli bianchi lipizzani, la medievale cittadina di Štanjel con il suo castello ed il parco di M. Fabiani e tante altre curiosità culturali, etnologiche e gastronomiche. (http://www.slovenia.info/it/destinacije/Carso.htm?destinacije=195&lng=4)

Contatto

Facebook

MasterCard, Visa